Francesco's profileShock AnafilatticoPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Shock Anafilattico |
La noiaUna conversazione avuta qualche sera fa riguardo la noia mi ha fatto tornare alla mente la riflessione che cito di seguito, ci ho messo un pò per trovarla perchè non la ricordavo:
Quando l'uomo non ha sentimento di alcun bene o male particolare, sente in generale l'infelicità nativa dell'uomo, e questo è quel sentimento che si chiama noia.
(Giacomo Leopardi, Zibaldone, 4498).
Sapore veroA tratti vorrei quasi non laurearmi più. Mi stanca terribilmente tutto ciò che c'è attorno questo "evento". A parte la mia naturale idiosincrasia verso questi che sono considerati dalla società dei riti di passaggio da celebrare, non sopporto l'idea che le persone che ho attorno siano più entusiaste di me.
Io francamente non trovo nulla da festeggiare.
Punto primo, ho fatto solo il mio dovere, nulla più.
Punto secondo, non l'ho fatto nemmeno bene.
Mi laureo a 24 anni suonati, a marzo è finito l'anno accademico così risulto laureato in 4 anni, non arrivo nemmeno a 100 come voto finale. In teoria potrei arrivarci se la commissione mi desse il massimo dei punti, il problema è che non mi daranno mai il massimo, dato che a loro non frega niente della tesi, se è fatta bene o male, loro guardano il voto di partenza. Se uno parte con un voto basso dicono "vabè questo è scarso...diamogli il minimo sindacale".
Sarà una festa della mediocrità, questa.
La festa, poi. La mia festa ideale sarebbe bermi una birra con tre-quattro amici, quegli storici, due chiacchiere e due risate sincere. Uno scenario che fa molto Amaro Montenegro (da qui il titolo del post) a pensarci bene (anche se per godersi l'amaro, come fa vedere lo spot, c'è bisogno prima di scampare ad un incidente aereo, una tempesta di sabbia, un comizio della Lega).
Poi in tutto questo c'è la consueta domanda di rito "Che vuoi fare dopo?"; non lo so, non ne ho idea, non voglio pensarci, voglio aprirmi la testa, prendere il cervello e metterlo in frigorifero sino a settembre.
Tre etti di vanità tagliata fineTre etti di vanità tagliata fine.
Tutto ciò di cui ho bisogno.
Nient'altro. E adessoOra che ho consegnato la documentazione in segreteria, è ufficiale: tra un mese mi laureo.
Ovviamente mi sono ridotto all'ultimo giorno per consegnare tutto, ma non per colpa mia. Non è colpa mia se ad esempio il professore che mi deve firmare il frontespizio sparisce e si fa rivedere giusto oggi, ma perchè c'era un esame. Come non è colpa mia se l'assistente che doveva farmi vedere le correzioni agli ultimi due capitoli della tesi si becca l'influenza; vabè poveretto, non è colpa sua, ci mancherebbe, ma io intanto non so ancora se va bene la mia tesi. Ma questo è lo specchio di quello che è stato tutto il mio percorso, all'insegna delll'arrangio, dell'arronzamento, del vago. La mia tesi fa schifo. Ma non lo dico per fare la parte del modesto, che in realtà non ci crede a quel che dice ma lo dice per poi sentirsi dire dagli altri "ma no, sei stato bravo". No, la mia tesi fa schifo sul serio. E questo sempre non per colpa mia.
No anzi, la colpa è mia. Io mi son scelto con chi fare la tesi, e mò me lo devo chiagnere io.
La cosa che mi tedia di più comunque è la seduta di laurea. Ma non la laurea in sè, ma quel che c'è tutto intorno, quest'aria da primitivo rito di passaggio, tu che vai lì a dire quattro cazzate di cui non frega niente a nessuno, gli altri che devono stare lì a sentire le quattro cazzate per celebrarti...ma che noia. Io vorrei presentarmi lì come a fare un semplice esame, per i cacchi miei, firmare ed andarmene via.
Anzi, no, non voglio fare manco l'esame: io gli esami li ho finiti, non debbo fare altro, tenetevi questo schifo di tesi e ditemi dove debbo firmare. Punto, niente celebrazioni, niente frasi di rito, niente di niente. Ma che noia.
Toccata e fugaNon so se sono una persona con un gran senso del dovere o solo un idiota.
Ma andiamo con ordine, facciamo un riassunto delle puntate precedenti: il professore che mi segue per la tesi prima ha la brillante idea di darmi un argomento molto particolare sul quale è difficile trovare materiale (l'argomento è l'UNRRA. Alzi la mano chi ha mai sentito nominarla), poi dopo un mese, quando avevo già scritto 30 pagine e mi trovavo in difficoltà sul come proseguire, mi scarica al suo assistente (che non era a conoscenza nemmeno della mia esistenza).
L'assistente dal canto suo vorrebbe farmi ricominciare da capo; io non ci sto, gli porto le mie 30 pagine e gli chiedo di trovare il modo di inserirle in una nuova tesi. Questo accadeva tre settimane fa. Lui allora mi dà l'incarico di scrivere un nuovo capitolo in una sola settimana; incredibile ma vero, ci riesco. Gli porto il nuovo capitolo - siamo al 4 giugno - e il furbone mi dice che quelle 30 pagine che ho inizialmente scritto debbon esser divise in due capitoli, e il discorso sull'UNRRA deve essere ampliato. La tesi dovrebbe risultare così:
CAP I - L'Italia dall'armistizio alla "svolta occidentale" (questo è il capitolo scritto in una settimana, fortuna che la storiografia in tal senso era ampia)
CAP 2 - Le condizioni dell'Italia uscita dalla guerra, distruzione, problema alimentare, ecc (queste erano delle pagine introduttive che avevo scritto in quelle famose 30 pagine, ovviamente anche queste andavano ampliate)
CAP 3 - La benedetta organizzazione UNRRA (il resto delle 30 pagine di cui sopra).
Il problema era come cavolo ampliare il discorso, visto che già all'epoca ero alla frutta (e il professore, alle mie esternazioni di difficoltà mi rispose "e vabbè, quanto hai scritto, 30 pagine? Sei quasi a metà, mettici qualcos'altro vicino e hai finito". Come se stessimo parlando di mangiare, mettiamoci un pò di patatine ed insalata vicino questo secondo e appariamo lo stomaco! ). Così mi metto alla disperata ricerca su internet di altre fonti bibliografiche, e trovo che a Firenze, nell'Istituto Storico della Resistenza, hanno un libro molto interessante, una intera raccolta di saggi del 1948 scritta alla fine dell'esperienza UNRRA. E solo a Firenze c'è. Ne hanno addirittura due copie!
Che fare? Preparsi per una trasferta mordi e fuggi? In teoria avrei anche un appoggio per dormire, un amico a Bologna che studia lì si offre di darmi ospitalità senza problemi. Solo che mi chiedo se ne valga la pena fare tanta fatica e spendere soldi per una tesi che alla fine non leggerà nessuno. Nemmeno il mio professore, il quale al massimo, se insisti molto, legge le note a piè di pagina. Nel frattempo nel resto della tesi potresti anche scrivere che Paperino combatteva con i nazisti (e questa diapositiva lo prova:
e nessuno lo saprebbe mai. Ma alla fine decido di andare. Non me ne frega nulla di cosa ne penseranno gli altri - anzi non penseranno visto che non si interesseranno a quanto scriverò - è un lavoro mio e voglio portarlo a termine sino in fondo nel migliore dei modi. Il mio dovere l'avrò fatto e avrò la coscienza a posto. Poi che alla fine mi diano 7 punti (pura utopia) o 3, chi se ne frega. Non vivo per questo e non ci vivrò mai. Ma se alla fine mi daranno solo 3 punti dirò loro andate a fare in culo. Anzi quello glielo dirò in ogni caso.
Per ottimizzare la trasferta e renderla il più fruttuosa possibile mi metto alla ricerca di altri libri presenti a Firenze: nella Biblioteca Centrale ne trovo altri due. Va bene allora, è deciso.
Parto lunedì 15 alle 7:14 da Napoli con l'Eurostar Freccia Rossa, alle 10:30 sono a Firenze. Prima tappa all'Istituto (difficile da trovare perchè non era visibile lungo la strada ma nascosto in un cortile interno, manco quelli che vivevano lì sapevano dove fosse), poi pranzo veloce, tappa alla Biblioteca e via alla stazione, dove alle 17:49 c'era il treno per Bologna (dovevo andare lì dal mio amico per passare la notte). Lungo la strada del ritorno avevo previsto un itinerario turistico, passando per Piazza della Signoria e vicino al Duomo.
Ecco, qui avviene il fattaccio: la macchina digitale mi pianta in asso sul più bello.
Già mentre facevo le foto nell'Istituto della Resistenza alle pagine del libro che mi serviva , la macchina comincia a dare i numeri, si spegne da sola e non vuole saperne di riaccendersi. Allora, non avendo tempo da perdere per starci dietro, prendo degli appunti a mano trascrivendoli sul Moleskine (aveva ragione Takochan, per prendere appunti è ottimo). Ma dato che il tempo stringeva e non avevo modo di scriver tutto ciò che mi serviva, chiedo alla bibliotecaria se lì vicino ci fosse qualcuno che vendesse le pile: anche se quelle dentro la macchina erano nuove (le avevo messe la mattina stessa) non si può mai sapere, tentiamo. Alla peggio mi sarebbero servite per altre cose a casa. Lì vicino c'era giusto una edicola, esco, le compro e torno. Le metto nella macchina e funziona, meno male. Posso finire di fotografare il libro.
Pensavo di aver risolto e che il problema fossero le pile, ma non era così. Dopo aver scattato qualche foto lungo l'Arno, uscito dalla biblioteca, in Piazza della Signoria la macchina si spegne di nuovo. Avrà esaurito di già le pile? Possibile? Ma ci vuole una barra di plutonio per alimentare questa macchina, forse? Provo a mettere le altre due pile nuove ma non va, anzi quando l'accendo compare una scritta di errore. Va bene, è morta.
É proprio il colmo: ce l'ho da febbraio, ha sempre funzionato, me la son portata dietro tante volte a Napoli in biblioteca per far le foto alle pagine dei libri e non ha mai dato problemi. Vado a Firenze, vorrei scattare un paio di foto giusto per fare un giretto turistico anche se ero lì per altro, e lei decide di morire, senza averle fatto niente.
Dev'essere un modello di fotocamera femmina: tu la tratti bene, non le fai mancare quello che le serve (le pile nuove, nel suo caso), e lei ti ringrazia piantandoti in asso sul più bello. Fortuna che almeno al libro le foto son riuscito a farle.
Questo son le poche foto turistiche che ho scattato (cliccateci su se volete ingrandirle):
Appena sceso alla stazione di Santa Maria Novella, la chiesa:
Lungo l'Arno (che puzzava di wc non pulito, a dirla tutta): ![]() La biblioteca (la foto non è venuta storta perchè ero in equilibrio precario. In realtà è un effetto voluto, ma che ne sapete voi di tecniche artistiche) :
![]() Un barcaiolo solitario, che m'ispirava:
Ed infine il famoso ponte:
![]() La sera ero a Bologna. Cena veloce dal mio amico con frittatona ai wurstel, partita dell'Italia in tv e alle 23 via a vedere un film in un classico cinema Bolognese da intellettuale di sinistra, dove c'era una classica rassegna da intellettuali di sinistra: il film che abbiam visto era Chevolution, basato sul racconto della storica foto che Korda fece al Che (le foto che è finita su magliette, bandiere...perizomi...). Sulla strada del ritorno a casa ho tempo di farmi accompagnare per un giretto turistico giusto per vedere anche Bologna. Allora, a Bologna lunedì sera verso l'una di notte trovi:
fricchettoni in giro,
tante biciclette parcheggiate;
fricchettoni che cercano di venderti una bicicletta appena rubata;
un pò di sporcizia sparsa per terra. Non proprio monnezza, ma qualche cartaccia, residui di cibo, eccetera.
Oggi alle 9:39 prendo il treno e torno a casa, alle 14:30 ero a Napoli. Toccata e fuga
.
Prossimamente magari inserisco anche qualche commento più specifico, per parlare ad esempio dei 6 euro per le fotocopie che la Biblioteca mi ha estorto per manco venti pagine di fotocopie...maledetti, nella biblioteca della mia facoltà con 3 euro faccio 100 pagine. Questi a Firenze invece sono anche rigorosissimi sul numero di pagine massimo che puoi far fotocopiare, compili il modulo, lo dai a loro - le fotocopie non puoi farle tu da solo, sti bastardi hanno paura che li freghi - e te le fanno. Ah e per carità, niente foto con la macchina digitale!
Io ho preferito scrivere il resto che mi serviva sul fido Moleskine, dato che per un libro ero anche oltre la percentuale massima consentita del 15%, sul modulo ho pure imbrogliato scrivendo che il libro era in totale di 95 pagine - perchè poi debbon calcolare se superi la percentuale - , mentre in realtà era di meno. Andate al diavolo!
Les Chats
Les amoureux fervents et les savants austères Amis de la science et de la volupté Ils prennent en songeant les nobles attitudes Leurs reins féconds sont pleins d'étincelles magiques, Charles Baudelaire I Gatti Gli innamorati ardenti e i sapienti austeri, tutti, nella loro età matura, amano i gatti forti e dolci, orgoglio della casa, freddolosi come i primi e sedentari come gli altri. Amici della scienza e della voluttà, cercano il silenzio e l'orrore delle tenebre; l'Erebo li avrebbe presi come corrieri funebri se potessero piegare l'orgoglio alla schiavitù. Pensando, assumono nobili pose da grandi sfingi accosciate in fondo a solitudini e sembrano addormentati in un sogno senza fine; quei fecondi reni sono pieni di magiche scintille, e atomi d'oro, come sabbia fine, costellano vaghi quelle mistiche pupille. Unione (?) EuropeaC'è un tarlo in Europa.
Un tarlo che sta minando le travi che sorreggono l'Unione.
E' il tarlo dello scetticismo, quello che con sapienza sintattica i giornalisti definiscono "euroscetticismo".
Si perchè quello che ci dicono queste elezioni europee, al di là dei rituali commenti sulle cifre e sui partiti (su cui tornerò dopo), è che c'è qualcosa che non funziona nel processo di integrazione europea.
Andiamo a guardare innanzitutto la partecipazione: si sa che le europee, rispetto alle regionali e alle nazionali raccolgono meno partecipazione, ma il dato di questa tornata è indicativo: il 7% di partecipanti in meno rispetto al 2004:
Ma in questa prospettiva gli italiani si dimostrano abbastanza virtuosi, perchè non va meglio negli altri Paesi, anzi: in Francia si è recato alle urne il 40.5%, in Germania il 43.3%, in Spagna il 44%. Il record negativo spetta alla Slovacchia col 19%. Complessivamente è andato a votare il 43% dei cittadini europei aventi diritto al voto. Ad avallo di questa considerazione potremmo anche aggiungere la bocciatura in passato della Costituzione europea al referendum in Francia ed in Olanda, e il successivo "no" al Trattato di Lisbona (che dovrebbe sostituire il progetto di costituzione) in Irlanda. Se il referendum si fosse tenuto in tutti i Paesi probabilmente i risultati sarebbero stati ancora più negativi. La crisi economica degli ultimi mesi ha influito su questi risultati, soprattutto nelle nazioni dell'est Europa dove sono avanzati partiti antieuropeisti e nazionalisti: nell'individuare le cause della crisi economica in questi Paesi si è puntato il dito contro l'integrazone europea: l'analisi in realtà sarebbe più complessa di queste affermazioni, perchè senza l'UE probabilmente molti Paesi dell'est Europa che ora ne fan parte si troverebbero in acque ancor peggiori; ma di fronte alle paure dei cittadini, le proposte di sicurezza di una certa destra estrema appaiono concrete e affidabili e certi assiomi demagogici risultano poi difficili da smontare. A Bruxelles avranno da lavorare, e tanto, per arginare i movimenti xenofobi e per rendere convincente il Trattato. Ne va del destino stesso dell'Unione; questo a cui assistiamo è il prezzo che si paga per la lontananza delle istituzioni comunitarie dai cittadini. E anche per la mancanza di informazione: l'uomo della strada cosa sa del Trattato di Lisbona?
Tralasciando i problemi europei, veniamo a quelle che son state, per la maggioranza delle persone, queste elezioni: e cioè puramente un costoso sondaggio politico. Certo, sicuramente più affidabile di alcuni sondaggi che davano percentuali bulgare al Pdl, sulla cui bontà adesso è lecito nutrire dubbi (i dubbi erano leciti anche prima, ma almeno ora ci son le urne che parlano chiaro, che non posson esser smentite). Il dato che vien fuori è una conferma della crescita di quei partiti che, anche se su punti diversi, battono molto su temi che gli elettori sentono di più, stiamo parlando di Lega* e Idv. Pdl e Lega. Se da una parte il Pdl si conferma nel Sud d'Italia, raccogliendo da quel serbatoio di voti che prima fu della Dc, il Nord vede emergere il potere della Lega. Il successo del proprio partito può dar adito ai leghisti, nei prossimi mesi, di rilanciare le pressioni sulle questioni settentrionali, col Pdl che dovrà barcamenarsi tra le concessioni all'alleato - sempre più scomodo - e la necessità di non scontentare l'elettorato meridionale. Il fatto stesso che sia Bossi a dover rassicurare Berlusconi, dicendogli che con queste elezioni non è cambiato nulla, dà l'idea di un mutamento nei rapporti di forza, che a questo punto stanno decisamente prendendo la strada del nord. Non è improbabile che Berlusconi cerchi di ricucire il rapporto con l'Udc per cercare di cautelarsi costruendo attorno a sé un'alleanza più vasta e solida. Il partito di Casini, intanto, anche se ottiene una lieve crescita rispetto alle elezioni politiche, non sfonda e non riesce a tentare di proporsi come terza forza alternativa nel Paese. L'ipotesi di un ripensamento ed un ritorno alla vecchia alleanza, non è vaga. Pd. Il Pd dal canto suo tira un sospiro di sollievo, perchè il temuto crollo non si è verificato, il partito perde voti ma rimane ancorato alla speranza di sopravvivere. Considerando che all'epoca della fuoriscita di Veltroni il Pd era accreditato di poco più del 20% - sempre che il dato del sondaggio sia affidabile - è segno che Franceschini è riuscito in qualche modo a salvarsi e a fare i compiti per l'esame di ottobre (quando verrà comunque silurato da D'Alema). Di fronte all'immobilismo veltroniano, chiunque avrebbe fatto di meglio. Franceschini stia quantomeno attento a non tirare troppo la corda, perchè già ora parla in termini quasi vittoriosi annunciando la fine del mito dell'invincibilità di Berlusconi. Tutti quelli che han parlato così son stati poi smentiti duramente. Quindi non è il caso di tirarsi la sfiga addosso.
* E' doverosa una citazione per coloro che nel Meridione hanno votato la Lega. Per chi non se ne fosse accorto, la Lega si è presentata anche nella circoscrizione Sud ed in quella delle isole, proponendo candidature di politici locali. Ce n'erano anche un paio di Napoli città, uno di Torre del Greco ed uno di Marigliano. Complessivamente, tra Sud ed Isole, la Lega ha raccolto poco meno di 50mila voti. Una miseria, certo, ma considerando che parliamo della Lega il dato è indicativo. Un pensiero per i napoletani, candidati ed elettori Lega, da parte di Calderoli: «Napoli non è Italia» http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_05/calderoli_napoli_fuori_italia_d7f78e1c-bbbe-11dc-b478-0003ba99c667.shtml«Napoli fogna» http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo334015.shtml«Adesso basta con Noemi. Primo è di Napoli [...]» http://notizie.it.msn.com/topnews/articolo.aspx?cp-documentid=147774295 Piccola nota a margine: il Partito Pirata, di cui avevo accennato quale post fa, in Svezia ha raggiunto il 7% e otterrà un seggio al Parlamento. Potrà portare in seno all'Assemblea così le istanze di chi si batte per una ridefinizione del copyright e per una cultura digitale libera. Complimenti. El Pais(à)Fanno discutere le foto pubblicate da El Pais riguardo gli (o meglio, "le") ospiti della villa di Berlusconi in Sardegna.
Ma nessuno ha capito - forse anche a causa degli influssi mistificatori della sinistra - che quelle che si vedono nelle foto non sono donne in topless, ma donne vestite da donne nude.
Una festa in maschera, dunque, come dimostra l'uomo nella terza foto (quello con il volto pixelato) intento a srotolare la sua lingua di Menelik.
I bei videogiochi di una voltaUna volta i giochi erano roba da nerd, spara spara, picchia picchia, lancia incantesimi e bevi pozioni.
Oggi invece la Nintendo ha rivoluzionato il mercato e ha reso i videogiochi un intrattenimento per tutti. Però ad un certo punto basta, come direbbe Totò qui si esagera! Si esagera!
Così dopo i corsi di cucina, impara le lingue, allena il cervello, coltiva marijuana nel tuo giardino con Mama (son sicuro che se cerco trovo anche questo) hanno fatto il gioco per i truzzi su Nintendo DS:
kOCH Media è lieta di annunciare TECKTONIK: WORLD TOUR per Nintendo DS, un nuovo gioco rhythm & beat ispirato al trend musicale del momento. Ecco il nostro avatar virtuale:
Eccolo invece in azione: dal movimento delle braccia (e dalla cresta alzata) direi che si esibisce nel ballo del galletto, forse per acchiappare "pollastre"
Tempo di ludi cartaceiSi avvicinano le elezioni europee (lo sapevate? Le elezioni! Come direbbe Vulvia), e mi sono sottoposto al consueto test, stavolta abbastanza accurato debbo dire, che permette di verificare quanto le proprie posizioni politiche siano vicine ai partiti in competizione, e conoscere quale è il partito a cui siamo più vicini. Il test è presente su questo sito, ci vogliono 5 minuti per farlo, non occorre registrarsi o fare altro:
Ecco i miei risultati:
Poi vabè, altri risultati, in Svezia 79% per il PiratPartiet, il Partito Pirata, che non è una di quelle formazioni politiche nate giusto per suscitare ilarità (tipo il partito "Impotenti esistenziali" presentatosi alle ultime elezioni) ma è un partito che si batte per la libera diffusione di cultura e informazione su internet e ridefinire le leggi sul copyright ed il diritto d'autore, ed ha buone possibilità di conquistare almeno un seggio al Parlamento europeo. Dettagli *Le donne non le capirò mai.
Si presentano da te con un paio di ciocche nei capelli appena spuntate, e ti fanno:
Hai visto?
Tu le guardi con aria interrogativa O_o, e loro, perfide, insistono:
Hai visto?!? (facendo anche il gesto con le mani come per dire "guardami", ma con cattiveria non ti indicano cosa avresti dovuto notare, non ti danno un aiuto).
Allora tu, in evidente difficoltà, provi ad andare per tentativi: orecchini nuovi? Scarpe nuove?
No, niente da fare, errore.
Sempre così i maschi, non si accorgono mai di niente.
Ah, le donne.
Queste piccolezze son quelle cose che rendono il genere femminile adorabile, sono quei dettagli che fanno la differenza.
Poi altre cose rendono quelli come me dei misogini integralisti XD
* ispirato ad un episodio vero, sul quale c'ho ricamato un pò su
AllegriaL'antica leggenda narra che il re Mida per molto tempo inseguì nella foresta il saggio Sileno, il compagno di Dioniso, senza prenderlo. Quando questo infine gli cadde nella mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo.
Rigido e immobile tace il demone; finchè, costretto dal re, uscì finalmente tra risa sibilanti in queste parole: "Stirpe misera ed effimera, figlia del caso e della fatica, perchè mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non udire? La cosa migliore è per te totalmente irrangiungibile: non essere nato, non essere, essere niente.
Ma la seconda cosa migliore per te è morire presto"
[Nietzsche - La nascita della tragedia]
AncoraContinuando di questo passo dovrò inserire il tizio della biblioteca (vedi intervento del 4 maggio) tra i Ringraziamenti della tesi: merita di essere "citato".
Oggi dovevo consultare un libro che è diviso in tre volumi: faccio la ricerca online sul catalogo della biblioteca di facoltà, e segno titolo e dati di collocazione così come appaiono: Anni d'america/Egidio Ortona, collocazione ecc ecc. Così scrivo sul modulo da consegnare alla biblioteca.
Quando mi consegnano l'opera, noto che manca il primo volume (tra l'altro quello che più mi interessava, la solita fortuna). Lo faccio notare al tizio (che nel frattempo era impegnato in una partita a Spider sul pc) e lui mi risponde "Eh ma lei deve essere preciso quando compila il modulo...non che adesso non le creda se mi dice che manca un libro...però..."
Che vuol dire "non che adesso non le creda", ci mancherebbe pure che pensi che dica balle O_o
Io faccio notare che ho scritto sul modulo quello che mi è apparso dalla ricerca sul catalogo di facoltà.
Quando lui poi ha fatto la ricerca estesa a tutte le biblioteche delle facoltà, si è accorto che da noi il libro stava classificato male: nelle altre biblioteche infatti era segnato ogni singolo volume dell'opera (completi di titolo e anche del sottotitolo di ogni volume) con la sua collocazione. Resosi conto della cosa, mi dice "Eh evidentemente è un errore del software".
Si, è evidente, un errore del software, non di chi ha compilato il catalogo.
Ah comunque il primo volume non l'ho avuto, perchè da noi non c'è. Non che sia in prestito, no, proprio non c'è. Un'opera in 3 volumi, che senso ha averne solo due? Mah.
Il mio giudizio su questa canzone era sempre rimasto in sospeso. Non sapevo bene come definirla, a tratti mi sembrava come se "stonasse": non che sia stonato lui nel cantare, ma è l'insieme, l'arrangiamento, la voce e le parole che mi suonava strano, non mi convinceva. E non ero l'unico, ho letto pareri discordanti su questo pezzo, chi lo trovava geniale, chi lo trovava un esperimento mal riuscito, chi citava addirittura Fantozzi (la scena della corazzata Kotiomkin...).
Poi ho smesso di cercare di applicare i canoni normali di giudizio e ad un tratto ho capito che non è una canzone, è una lunga dichiarazione d'amore accompagnata da un sottofondo musicale.
E questo non si può giudicare, non si possono giudicare i sentimenti di una persona, specie se spontanei.
Assurdo cosa accadde
quando ti vidi per la prima volta portavo un cuore entrando nella stanza ma uscendo non lo avevo più: Amore, come vetro, lo infranse al primo colpo... Quanto tempo è passato da quel temporale un rimedio ti avevo dato per le corde vocali e tu mi hai disegnato una libellula che dice "vola da solo" l'avrei dovuta prendere in parola ma io non seguo mai la prima strada Poi un numero di cellulare sul quale ancora, sei anni dopo, ti fai chiamare e da lì mille peripezie traversate atlantiche, ultracontinentali Case nelle valigie e valigie nei corridoi belle scatole da conservare stivare per ricordare accumulare nastri carte fotografie passamanerie E adesso ho voglia di contatto di scriverti e parlarti volgermi a te ritornar nella tua vita restituirti quello che mi hai dato e nonostante il cuore infranto da lontano... ho voglia d'esser grato Ieri sono stato sotto dove adesso c'è un enorme specchio e finalmente ho ritrovato il disco dei Black Sabbath se lo guardi girare può ipnotizzare etichetta a spirale diventa un cono che sale (sale sale sale) tridimensionale Era una notte golosa di musa una candela devo avere accesa nell'illusione di rimaterializzare il nostro disordine speciale di abbigliamenti sbagliati, casuali odori eterosessuali e una vasca da bagno e noi...immersi nel vino rosso... brindare... Assurdo cosa accadde una volta uscito da quella stanza trasformazione radicale di tutto il mio universo il cuore in pezzi separati nel petto conservati come i frammenti degli specchi su cui rifletto mille volti che posso scegliere desiderare idolatrare venerare provar piacere carnale Ma dopo un tale amore non possono più amare NoiaLa settimana scorsa ho cominciato ad andare alla biblioteca della facoltà per consultare libri per la tesi. Ad accogliermi trovo al bancone uno strano tipo che alla mia richiesta di consultare un libro mi fa "però devi aspettare". Va bene, dico io. Compilo il modulo, glielo consegno e di nuovo "devi aspettare". Si, va bene, sembrava volesse scoraggiarmi O_o
Oggi torno, e chi ritrovo? Di nuovo lo strano tipo. Non mi ha riconosciuto, credo, ma quando mi avvicino al bancone mi fa "E' la prima volta che viene qua?"; io senza pensarci troppo dico che è la seconda, e lui "Lo sa che dopo la prima volta non bisogna consegnare il libretto ma la tessera?".
Gli faccio notare che la volta precedente non mi è stata detta questa cosa, e lui categorico "Non è possibile".
Qui è necessaria una piccola parentesi. Gli impiegati nelle facoltà hanno come frase tipo "Non è possibile". Mi ricordo ad esempio di quella volta che andai in segreteria perchè LORO mi avevano aggiunto 2 crediti in più di altre attività da sostenere, col risultato che avrei dovuto laurearmi con 182 cfu. Una volta esposto il problema, il tizio allo sportello mi fa "Non è possibile questo". Poi dopo aver controllato sul terminale si convinse invece che era possibile.
Tornando ad oggi, anche in questo caso era possibile: era possibile che il tizio l'altra volta non avesse detto niente del tesserino. Io in realtà devo ammettere che questa cosa la sapevo, ma mi son scordato di farmi le fototessere: in ogni cosa l'avevo saputa per fatti miei e non da chi sta lì per darmi queste informazioni.
La giornata non è stata neanche molto fruttuosa, nei libri che m'ero programmato di consultare oggi non ho trovato molto, diciamo erano cose che già avevo analizzato nei giorni precedenti.
Oltretutto sfogliare libri vecchi non fa bene al mio naso (sono delicato, lo so): e questo è solo il secondo giorno. Mi chiedo tra un mese come sarò ridotto, dovrei aggirarmi in biblioteca con la mascherina? ...Potrei sempre dire che è una precauzione contro l'influenza suina, di sicuro mi crederanno perchè la tv ci sta martellando con questo, se la psicosi non c'è state tranquilli che ci pensa la tv a crearla.
Se il giornalismo si preoccupasse di fare informazione dovrebbe fornire delle statistiche e mostrarci che è più probabile beccarsi altre malattie (delle quali nessuno parla mai) che l'influenza di turno da polli, suini, fenicotteri e unicorni.
Ma sappiamo benissimo che in Italia non si fa informazione ma sensazionalismo.
Previsioni meteo: questa settimana si preannuncia all'insegna della primavera, occhio però a martedì e mercoledì, segnali di instabilità, qualche addensamento nuvoloso che potrebbe portare un pò di piogge. Dopo mercoledì temperature in aumento e sole.
Previsioni del mio umore: col cambio di stagione torna instabile.
Finita!Ieri, alle ore 15:38, sono uscito dalla mia facoltà dopo aver dato l'ultimo esame.
E' stato tutto perfetto, molto veloce (l'appello era alle 15:30, io mi son presentato alle 15 e alle 15:10 già hanno iniziato e sono stato il primo) e una volta tanto ho avuto anche cu......curiosamente fortuna, perchè pur avendo studiato molto (negli ultimi giorni ero veramente a pezzi e ridotto ad una larva, ho scoperto di aver perso anche un paio di chili...io già normalmente sono una radiografia vivente, perciò figuratevi) il tempo a disposizione per prepararsi è stato molto poco, e quindi c'erano cose che sapevo molto bene ed altre che sapevo poco e male.
Ma per fortuna quasi tutte le domande vertevano sulle cose che sapevo meglio. Tranne alla fine quando mi hanno chiesto della parte extra, il libro del professore sulla responsabilità extracontrattuale , che io avevo letto due-tre volte ma non avevo assimilato molto. Lì non mi son dimostrato preciso e preparato, e ciò giustifica il 27 finale, sennò avrei potuto ambire anche a qualcosa in più.
Ma chi se ne frega, è finita!
...E ora tocca scrivere la tesi...io per ora avevo scritto - prima di interrompere per lo studio, perchè io avevo preventivato di portarmi avanti con la tesi per adesso e poi cominciare a preparare l'esame per giugno; poi è arrivata questa sessione straordinaria e ho interrotto subito - solo una prima pagina, tra l'altro anche palesemente scopiazzata. Invece il trucco della tesi è copiare ma non far capire di aver copiato XD
Se Holly & Benji fosse realeSe Holly e Benji fosse reale probabilmente vedremmo una cosa simile a questa:
Comunque se vi trovate in Giappone occhio a non mettere alla prova le abilità dei maestri di arti marziali:
Ma anche una tranquilla (all'apparenza) cenetta con una graziosa fanciulla può rivelarsi pericolosa: Venerdì 17Promemoria: ricordarsi di starsene a casa e non fare più niente di venerdì 17.
Ieri sera sono andato in un locale a vedere una esibizione di Moltheni (link Myspace). Il locale si trova a Nola, per arrivarci basta fare un'unica strada diritta. Il problema è che lungo la strada la macchina del mio amico ha iniziato ad andare a singhiozzo: allora lui si ferma di lato, spegne, prova a riaccendere...nulla. Spia rossa batteria. Cristo.
Scendo e spingo, per fortuna riparte
Procede abbastanza spedita, poi di nuovo singhiozzo. Quando ci fermiamo ad un semaforo, stessa scena: morta. Scendo e spingo.
Terzo stop: un tizio che fa inversione in mezzo la strada ci costringe a rallentare, e la macchina si pianta nuovamente, e stavolta in un punto non bellissimo, proprio in mezzo all'incrocio di due strade che convergono a V rovesciata. Meno male che in quel momento non arrivava nessuno mentre son sceso a spingere.
Ovviamente trovare il locale (locale dal nome esotico, "Hana-Bi") non è stato facile, perchè non c'era l'ombra di uno squallido cartello, ne tantomeno una squallida insegna. L'unica indicazione era che si trovava vicino ad un concessionario d'auto: chiedo informazioni ad un vecchio, lui mi indica il concessionario e poi mi fa
Ma vuoi una camera? Vuoi dormire?
Io un pò perplesso dico no, ringrazio e saluto. Cavolo, penso, ora vengo adescato dai vecchi?
Quando poi abbiam trovato il concessionario e il locale ho realizzato il perchè della domanda dell'anziano signore: giusto di fianco c'è anche un bed & breakfast.
Il locale era un buco. Pareva un garage, anzi, probabilmente era un garage sottratto al concessionario di fianco (forse abusivamente, stanotte dopo l'esibizione avran smontato tutto!), visto che era molto lungo ma largo 3 metri, ideale per sistemarci delle auto.
I gruppi spalla che dovevano suonare per primi non ho capito perchè dopo aver montato tutto e fatto anche un paio di minuti di prove vengono mandati via. Benone, questo posto sembra proprio il magico mondo dell'assurdo.
Moltheni e la banda si son presentati alle 23.30. Noi stavamo lì dalle 10 meno venti. Cominciano a suonare senza dir niente a nessuno, e ovviamente quelli del locale che erano all'ingresso non si son premurati di avvisare quelli che eran fuori ad aspettare (aspettare dentro non aveva senso, visto che non c'era niente). Richiamati dalle note ci infiliamo per primi così possiamo vedere meglio, dato che - altra genialata dei gestori del locale - lo spazio dove si suona non è rialzato. Cosicchè chi sta oltre la terza fila di persone non vede niente.
Io stavo in terza fila e a tratti riuscivo a vederli suonare, facendo zig zag tra gli incroci di teste. Il bello che eran tutti seduti, a parte il batterista (ovvio), il chitarrista, il tastierista e il sig. Moltheni eran tutti seduti. L'unico in piedi era in bassista.
Altra idea geniale (ancora) è che l'ingresso per i cessi si trova di fianco a dove si suona. Così ogni 5 minuti ti rompevano le scatole file di persone (Quasi tutte donne. Perchè sono sempre le donne che per andare al cesso si organizzano in comitiva, secondo me telefonano anche alle amiche che stanno a casa e le fanno correre per andare al bagno insieme) che dovevano passare. Qualcuno avrà fatto il furbo e con la scusa del bagno sarà passato avanti, perchè le persone che andavano erano di più di quelle che tornavano. Un paio saranno anche andati a trombare in bagno.
Al termine, andare via è stata un'impresa perchè il passaggio era bloccato da una Golf colore bordeaux, e ovviamente il proprietario non era uno di quelli che aveva intenzione di andare via subito nè era reperibile per fargli spostare la macchina.
La situazione che si presentava era questa:
Noi ovviamente eravamo la macchina blu, e alle nostre spalle c'era la golf bordeaux. Quello grande arancione era un furgone, quella nera in mezzo era la macchina di uno di quelli che lavorava nel locale: abbiamo fatto uscire lui, con mille manovre per evitare una alfa 157 giusto dietro (il rettangolo grigio) e poi siamo usciti noi, sempre con mille manovre.
Le sorprese per la serata non erano finite, perchè abbiam sbagliato strada e siam finiti in autostrada. E fortunatamente la macchina non ha dato problemi e non si è fermata, non mi ci vedevo proprio a scendere in mezzo l'autostrada per spingere.
L'esibizione alla fine è stata molto bella, ne è valsa la pena.
Qualche canzone :
Tirando le sommeSiamo già arrivati a giovedì. Ed io dal fine settimana scorsa non ho fatto alcun progresso, sono ancora fermo ai 4 capitoli del libro, di cui i primi 3 studiati al 75%, il quarto al 15%. Mi resta un altro capitolo di 120 pagine, il libricino del prof (eddai su un pò di soldini extra al prof col libro ce li vogliamo far fare?) di altre 130 pagine, e 50 pagine di sentenze (ma io ne leggerò i riassunti, solo 6 pagine). L'esame è il 22. Gran cosa le sessioni straordinarie, se però le fissassero con anticipo.
Martedì ho donato il sangue.
In realtà non ero lì per quello, accompagnavo solo un amico. Io di donare non ne avevo l'intenzione, per vari motivi.
Solo che una delle volontarie alla fine mi ha convinto, e senza buttarla su discorsi per impietosirmi, del tipo "è una cosa giusta, è una opera buona, aiuti gli altri, eccetera". Ha fatto bene e forse avrà capito che tipo ero, quando si girano a pietà con me non so perchè ma mi incattivisco. Siamo stati a parlare per 10 minuti di tutto fuorchè del sangue, dagli studi che facevamo, a cosa vorremmo fare dopo, fino ad Obama e la nostra classe politica. Sogna di andare a Stoccolma.
Mentre parlava ogni tanto mi toccava il gomito o il braccio, e mi stava così addosso che sentivo il suo respiro.
Alla fine non so come mi fa "allora firmi?" e io ho firmato il modulo. Era carina. Capelli castano chiaro con qualche riflesso rossastro. Occhi grigio-celesti. Pelle chiara. Magra. Seno molto piccolo ma amichevole e non pretenzioso (questa è una battuta che dice Stephane a Stephanie in L'arte del sogno di Michel Gondry. Mi fece sorridere e anche commuovere un pò, non so perchè. Sogno di dirla a qualcuna, ma credo che mi beccherei solo un ceffone). Parlantina sciolta, a tratti logorroica. Anche un pò schizoide, secondo me. Insomma il mio tipo. Beh, dopo aver dato il sangue m'aspettavo che fosse ancora lì a guardare orgogliosa il suo eroe (che sarei io), invece era andata via perchè aveva finito il turno. Sono stato sedotto e poi abbandonato, il tutto per avere il mio corpo, anzi, solo il liquido che ne scorre dentro.* =( Comunque il succo di frutta e la merendina che m'hanno offerto dopo il prelievo erano buoni. Mi sono consolato col cibo. Si chiamava Gisele (si legge gisél, e mi raccomando la "g" che non è "g" come in italiano ma è "g" alla francese. Chiaro, no?) =( Quella sera stessa sono andato a giocare a calcetto, in maniera forse un pò irresponsabile dato che avevo la caviglia non ancora in perfette condizioni. Ho scoperto - non senza qualche ooh di stupore da parte mia - che stare ore e ore con la testa sul libro non incide in maniera positiva sulla tua forma fisica. Dopo la prima mezz'ora ho preferito giocare il resto del tempo in porta prima di crepare in campo (che non è bello, anche perchè poi gli altri debbono pagare pura la tua quota del campo. Perciò ricordate, se dovete tirare le cuoia in campo, cacciate i soldi prima).
In realtà io avevo cominciato a fare un pò di movimento andando a correre, ma dopo la terza volta (o forse già la seconda, perchè già avvertivo fastidio) mi son beccato la distorsione alla caviglia.
Invecchio.
Il mio umore comunque è stabile. Cielo sereno o poco nuvoloso.
Pioggia in arrivo per Pasqua, lunedì maltempo ovunque. Poi non dite che non v'ho avvisato.
*Su un forum in cui avevo raccontato questo episodio mi hanno fatto notare un osceno doppio senso (assolutamente involontario), ma ho pensato di mantenere ugualmente la frase.
Suburbano - "Sidni"
Torno a casa nel primo pomeriggio stanco e annoiato, con i piedi che gridavano pietà dall'interno delle vecchie scarpe che portavo. Forse era il caso di fare un investimento per delle calzature decenti, prima che le mie estremità scioperassero. Era una giornata calda, un sole traditore aveva costretto al pianto molte ascelle altolocate, io non stavo tanto meglio nei miei sgualciti panni invernali.
Dovevo assistere ad una noiosissima conferenza stampa di presentazione della tournee di un come cazzo si chiamava nuovo gruppo inglese - due brufolosi ventenni annunciati come la futura rivelazione del rock, non fanno in tempo a pubblicare un disco che subito spuntano altre due, tre, quattro, decine di future rivelazioni e nel frattempo questi si sono già sciolti dopo aver tirato su un pò di grana- e scrivere un pezzo.
Dopo aver aspettato per ore ci hanno bidonato non presentandosi. Bravi così, giovani e impudenti. E niente pezzo, tanto non lavoro neanche a tempo pieno per quella carta igienica chiamata giornale. Quando c'è una rottura di palle in vista e nessuno disponibile chiamano me. E se non sto troppo scazzato accetto anche. Cazzo, son soldi.
Ma questa volta niente pezzo, niente soldi. Peccato. E addio investimento calzature.
Sulla strada del ritorno avevo allungato il mio percorso passando per una viuzza laterale brulicante di vite alternative. Passavo di lì per dare un occhio alle puttane che praticano in pieno giorno sotto gli occhi di tutti, tra venditori ambulanti, casalinghe di ritorno dal mercato, bambini vaganti affidati alla strada - come se questa fosse una tata -, barboni ubriachi.
Di puttane ce ne erano sempre tre o quattro, in genere prossime od oltre i quaranta, residui che il mercato delle vie notturne principali rifiutava: passai di fianco a quella che sembrava la più giovane - non meno di trent'anni, comunque -, una biondona prosperosa con un fisico tutto sommato decente, però quasi rido guardandole le gambe fasciate nelle calze a rete che sembravano due insaccati appesi ad essiccare.
Accenno un sorriso e le chiedo come va, lei si volta dall'altra parte ignorandomi. Cristo! Son arrivato a farmi disgustare anche dalle puttane. Quando arrivo in quel buco che definire appartamento era un eufemismo, trovo Molly la padrona di casa come al solito intenta in pulizie inutili (la sporcizia non spariva, mai, anzi sembrava riprodursi. Forse era Molly a spargerla di nascosto in giro per avere qualcosa da fare). Mi vede e senza proferire verbo mi allunga il bloc notes dove annotava le telefonate, dicendomi che avevano lasciato un messaggio per me.
CIAO JO IO VADO IN AUSTRALIA, A SIDNI (Molly aveva la licenza elementare...) PER UN LAVORO PARTO STASERA, NON SO QUANTO STARO VIA CHIAMA SE TI VA STAMMI BENE Strappo il foglio e lo butto nel cestino, tentando di fare canestro. Fuori. Peccato, era un tiro da tre punti. Molly, sempre senza dir niente, raccoglie la cartaccia da terra e le getta.
Così anche Rebecca fuggiva via.
Via da me. Sbottono i pantaloni e mi getto sul divano.
Stavo cominciando ad avvizzire dentro e non me ne accorgevo. Poco mi mancava dal diventare come quei vecchi che entrano in crisi se sposti le loro cose. Rebecca era una mia cosa, e ora si stava spostando e non l'avrei trovata più per chissà quanto tempo.
Rebecca aveva scelto una propria strada.
Nel mondo esistono le persone che scelgono e le persone che si fanno scegliere.
Ed io a che categoria appartenevo?
Ostentavo orgogliosamente uno stile di vita pseudo libertino, fingevo un disprezzo delle regole come un bambino che intinge le mani nella marmellata anche se gli è stato detto di non farlo, non mi preoccupavo dei rigidi formalismi e delle convenzioni sociali, perchè avevo rinunciato al normale quieto vivere da società civile, le buone impressioni la macchina pulita non bere di mattina non vomitare in giro non fare colazione con una bistecca non farti vedere dopo aver fumato erba non camminare a piedi nudi per strada non dormire di giorno non stare sveglio di notte paga la bolletta appena arriva sorridi sempre quando ti ferma la polizia lavati sempre le mani non mettere negli articoli parole come cazzo figa uccello passera non guardarle le tette non rubare la biancheria alle ragazze con cui esci. Era questa la vita che avevo scelto? O era solo la vita che più mi faceva comodo, perchè mi stancava troppo cercare una mia strada?
Con le donne forse era così, mi stancavo e trovavo faticoso mettermi in gioco, e allora vivevo in uno stato di perenne preventiva rassegnazione.
Quando Denise ad esempio mi disse di non voler più vivere con me, io senza darle troppo peso come se fossi preparato all'evento già dall'inizio della storia le dissi <<ok>> Poi pensai a qualcosa di brillante da dire, e aggiunsi <<potevi almeno fare la spesa prima di andartene, stasera con cosa ceno?>> Non mi rispose. Infine dovetti cedere ad un impeto d'orgoglio, e chiesi se stesse scopando con qualcuno in quel periodo, ma lei negò. Non la guardai in viso mentre lo diceva, quindi non sono sicuro che dicesse la verità. Poco importa, tanto di sicuro attualmente starà scopando con qualcuno. Non la vidi più da quando varcò la soglia di casa mia. Forse è morta e io non ne sono a conoscenza, sarà una di quelle persone che tu tieni lì conservata nell'elenco dei vivi, poi un giorno incontri un tale che ti dice ehi lo sai chi è morto? E tu, no, ma dai, come è successo, mi dispiace (e intanto cerchi di ricordarti chi cazzo fosse la persona che è morta). Con Rebecca però era diverso, io c'avevo provato sul serio a mettermi in gioco. Lei era una fonte di ordine per me. Nelle mie vite passate avevo sempre speso il tempo a cercare di imporre il mio disordine agli altri, finendo per travolgerli e disorientarli, tant'è che o cercavano di ammazzarmi o fuggivano sconvolti.
Rebecca invece no, riusciva a contenermi e allo stesso tempo indirizzare le mie energie al meglio, quello è stato forse il mio periodo maggiormente creativo, la passione finalmente non era diretta semplicemente ad uno stadio di eccitazione corporea.
Ora Rebecca con la sua fonte di ordine si trasferiva a "Sidni" - beata ignoranza! Forse è meglio non sapere, a volte. Perchè quando sai e non fai, perchè non puoi o non vuoi, allora qualcosa dentro la tua testa non funziona, ti sei creato delle stanze in cui vaghi e vaghi e vaghi e non ne esci più.
Ero ancora in tempo per scegliere? Scegliere e...amare? Amare, forse, no non saprei, l'amore non l'ho mai definito perchè è un'altra di quelle convenzioni che la gente ama seguire, sono insicuri di loro stessi allora devono fissare un punto fermo: ok ci amiamo, piazziamo l'etichetta e viviamo felici.
No no, io non volevo fissare etichette, volevo scorrere, far fluire le mie passioni...
Sgombro la mente.
Getto lo sguardo su un bicchiere appoggiato sul tavolino. Si poteva dedurne l'età come per gli alberi, contando gli anelli di calcare depositativisi all'interno. Era proprio vecchio dentro!
Mi alzo di scatto, corro in bagno a guardarmi allo specchio, apro la bocca e puntando alla luce mi guardo la gola.
Niente anelli di calcare, per fortuna. Almeno questo.
Suburbano - Diario del bruco
Quella mattina mi alzai con un tremendo dolore al collo, come se una enorme mano ungulata mi stringesse ai lati della nuca e non mollasse la presa. Detesto quando il sonno non è fonte di sano riposo; il sonno è un sostegno del quale non si può fare a meno, noi ci immergiamo nei nostri letti come bruchi dentro ad un bozzolo in cerca del conforto e dell'intimità che abbiamo perso da quando un utero ha deciso di non ospitarci più, e pretendiamo che per quelle 6-7-8 eccetera ore possiamo stare in pace lontano dall'aggressivo mondo esterno. La mattina poi l'illusione svanisce e torniamo a strisciare lungo i sentieri delle nostre vite.
Qualcuno strisciando lascia su quei sentieri anche rivoli di bava. Anche a me capita di trasudar bava, ma solo quando vedo un bel culo femminile. Una volta vidi passare così tante fighe (forse per coincidenza, forse si era ribaltato lì vicino un camion che le trasportava) che dopo un pò mi accorsi di avere i piedi immersi in una pozzanghera che avevo formato io stesso. Tornato a casa la padrona mi vide inzaccherato e domandò <<Ma fuori ha piovuto? Non me ne sono accorta>>
Ci sono poi alcune persone che non riescono a resistere al gelido mondo esterno e finiscono per imbozzolarsi dentro loro stessi, diventando crisalidi ambulanti che non si romperanno mai per far uscire una vanessa o anche una volgare cavolaia. Non hanno altra dimensione che le pareti del loro guscio, le loro stupide grida rimbalzano tra se e sé, e quelle degli altri non li raggiungono perchè restano chiuse fuori. E le distanze tra gli esseri umani aumentano.
Fu quel giorno che presi coscienza delle reale portata di quelle distanze, anche se proseguii per giorni ad ignorarle. Arrivai trafelato alla biglietteria della stazione, ma appena mi avvicinai per chiedere due biglietti un omino indaffarato nel cercare di capire come si accende un computer (o un computer indaffarato nel capire perchè uno strano essere non si sa se appartenente al regno animale, vegetale o minerale gli sta mettendo le mani addosso) mi invita ad andare all'edicola. Corro in edicola, e chiedo alla vecchia vedova tumulata lì dentro - un ritratto vivente della rassegnazione che sembra chiedere la morte, ma essendo cattolica fino al cerume invece di farla finita aspetta ipocritamente o la fine della sua vita per consunzione naturale o una rapina mano armata - due biglietti.
<<Toh>> E me li getta davanti.
Poi aggiunge << Non ce la fai >>.
Io abbozzo un ghigno, e le rispondo << Prenderò quello dopo>>. La vecchia bastarda si sbagliava, perchè feci in tempo. Anche se mentre salivo le scale respirando affannosamente sentivo i gradini urlarmi <<smetti di fumare, coglione!>>
Appena arrivato e sceso da quel barattolo di latta su rotaie, m accorsi di sentire un odore strano nell'aria. In genere la Città del Caos puzza di gas di scarico, vomito, piscio, merda, plastica bruciata, caffè corretto con assorbenti usati - non chiedetemi come mi viene questa sensazione - ma quel giorno c'era qualcosa in più. Si sentiva profumo di estate, anche se formalmente si era ancora in primavera. Il sole cuoceva così tanto che tornato a casa e tolta la maglietta potevo notare allo specchio come la base della mia nuca fosse diventata color cuoio. La cosa più ridicola era poi il contrasto col bianchiccio pallido del resto della schiena.
Avrei preferito vedermi con Jason, anche perchè doveva ancora riportarmi un accordatore che gli avevo prestato per la chitarra - a quei tempi quell'individuo lisergico era ancora sopportabile - ma dovevo ottemperare quella che era diventata una formalità e non più un rapporto tra due persone. Ma del resto l'intera sovrastruttura che domina i rapporti sociali è fatta di formalismi, si vive di etichette e manuali d'istruzione. Solo che l'umanità non è pronta per accettare tale realtà. Oppure tiene nascosta la verità perchè fa tutto parte di una grande cospirazione. Questo almeno mi era confusamente rimasto da un paio di raduni pseudo hippy a cui avevo partecipato per scriverci degli articoli sopra, non mi era rimasto molto altro in testa perchè la mia soglia di attenzione cala vistosamente dopo dieci minuti che ascolto un discorso. Cinque minuti se sono seghe mentali. Un minuto se di fianco c'è una scollatura con la quale far due chiacchiere.
E alla fine comunque lo strano ero io.
Forse la mattina in realtà la mano invisibile dietro il collo cercava solo di trattenermi e invitarmi a restare a casa, in attesa di giorni migliori per trovare un bozzolo femmina in cui infilarmi.
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Video stupendoQuesto video lo trovo stupendo. La canzone non mi dice molto, ma a forza di riascoltarla comincia a garbarmi anch'essa. Sarà anche l'accostamento col video che me l'ha fatta piacere.
MoleskineFacendo ordine nel cassetto sono saltati fuori dei taccuini Moleskine. Si, quelli pubblicizzati con sapiente strategia di marketing come i leggendari taccuini di Ernest Hemingway.
Li comprai un sabato mattina di fine giugno, mentre ero da Feltrinelli in cerca di armi cartacee di distrazione (= libri. Ho bisogno di comprar libri quando devo tirarmi su di morale).
Ricordo che mi feci subito tentare dall'aspetto pratico di quei taccuini e da quella amichevole carta vergine dal colore giallino: amichevole appunto per quel giallino, perchè il foglio bianco neve sembra sempre intimidirti un pò e inibirti con la sensazione di freddo che emana. Invece quella carta sembrava emanare un calore fatto apposta per accogliere i pensieri.
Così, complice la scarsa lucidità di quel periodo, pensai di smettere di tenere sempre tutte le mie considerazioni in mente e diventare un matto che se ne va in giro con un taccuino in tasca a scrivere quello che gli passa per la testa (perchè in giro con un taccuino in tasca ad annotare pensieri ci vanno due categorie di persone: gli scrittori e i matti. Io scrittore non sono, ergo...).
Esperimento per fortuna fallito.
Li ho così poco usati che conservano ancora l'odore di quando li ho comprati.
O forse sono fatti proprio in modo da conservare il loro odore grazie a qualche fenolo particolare che hanno inserito nella carta, che ad ogni sniffata ti brucia qualche centinaio di alveoli polmonari, questo perchè chi li produce non pensa che in giro ci siano feticisti come me che sniffano la carta.
Dopo averci scritto occasionalmente durante l'estate, e riempito quattro pagine con banalità varie, li ho abbandonati.
Mi son reso conto presto che
a) io non sono Hemingway;
b) preferisco tenere i miei appunti a mente e ripescarli dalla memoria quando servono;
c) la carta non mi invoglia, scriverci sopra dà l'idea di un qualcosa di definitivo e deciso, mentre gli appunti tenuti a mente galleggiano sul vago e posso ridefinirli come e quando voglio;
d) io non diventerò Hemingway.
A colpo sicuroNon c'è che dire, quando scelgo di fare una cosa vado sempre a colpo sicuro.
Volevo cominciare a parlare della tesi al professore e fargli anche firmare una proroga dell'assegnazione , così qualche giorno fa gli avevo scritto una mail per chiedergli quando fosse stato disponibile.
Lui mi risponde: "Venga al ricevimento martedì 17 ore 13-14 oppure mercoledì 18 ore 13-14 così Le firmo la proroga".
Perfetto.
Solo che mi era venuto un piccolo dubbio: cosa dovevo portargli di preciso da firmare? Ero quasi sicuro che bastasse la ricevuta dell'assegnazione della tesi che m'aveva firmato, ma dato che a me capitano sempre delle sorprese per esserne certo volevo chiedere prima in segreteria.
Problema: il martedì mattina la segreteria è chiusa. Cosa si fa? Vado lo stesso dal professore (ripeto, ero certo che bastasse la ricevuta, ma non al 100% e non volevo far brutte figure)? Alla fine decido di andare il giorno dopo quando la segreteria sarebbe stata aperta e avrei potuto recarmici prima di passare dal professore; tanto che sarà mai, in fondo m'aveva dato la disponibilità anche per il giorno dopo.
Ovviamente stamattina pioggia e freddo polare (e anche qualche fiocco di neve) mi attendevano all'uscita dalla porta di casa.
Ovviamente-2 la segreteria mi ha confermato quanto già sapevo: bastava la ricevuta che era già in mio possesso. Perdita di tempo inutile.
Ovviamente-3 non avevo calcolato un altro imprevisto: che oggi il professore aveva degli esami e non ci sarebbe stato al ricevimento. Ho aspettato fino all'una (dato che in segreteria dovevo passare più presto, perchè alle 12 chiude) per poi scoprire questo.
Al che poi ho pensato di andare nell'aula dove aveva l'esame, aspettare che staccasse per un pausa, agganciarlo al volo e fargli firmare la ricevuta, sennò avrei veramente buttato una mattinata. Per parlare poi andrò in un altro momento, a questo punto aspetto dopo l'esame che devo fare la settimana prossima.
A colpo sicuro, sempre.
A proposito di colpi, ne attendo uno.
Avete presente quando sapete di dover andare dal dentista per togliervi un dente che vi tortura? Spero di no, perchè non deve essere una cosa piacevole.
Ma comunque: uno quel momento lo teme perchè sa che gli farà molto male (anche perchè avete il dentista che opera senza anestesia), ma d'altra parte sa che è inevitabile.
Ecco, io attendo proprio un colpo su un dente che mi duole, che me lo stacchi via di forza.
Temo il momento, perchè penso che faccia male.
Però lo aspetto perchè penso sia l'unica soluzione.
Come si dice, via il dente via il dolore, no?
Ah i miei denti stanno benissimo, fortunatamente. Era tutto un discorso figurato, se non si fosse capito.
|
NiKiLwrote:
Il tuo shock anafilattico è davvero affascinante caro...
complimenti... NikiL
Dec. 17
laurawrote:
Thanks for your visit! ...in ogni caso, sono molto interessanti le tue "vomitate" (la parte del "suburbano"). Spero non mi venga uno shock anafilattico...
Aug. 31
Pallinawrote:
Mmm... io sinceramente oltre alle parole,
quì ci verserei una birra :))
Scherzi a parte, grazie del commento,
ma è molto più interessante ed esteticamente più gradevole
il tuo blog.
Ah.. dato che mi son permessa di sbirciare.. ma
son pigrissima e non mi va di risfogliare gli interventi ( =P ),
per quanto riguarda il " si vive insieme e si muore soli": secondo me
si vive soli e si muore soli. Il resto è soltanto una parvenza...
beh dopo questa dose di pessimismo cronico, mi congedo.. ciauz!
July 25
laurettawrote:
bello space..
fai un salto nel mio magari!
1kizz,
laura.
July 3
melania gavegliawrote:
Grazie per il complimento...Mi entusiasma sapere che le foto scattate da me piacciono..
Un pò più colorato il blog, no eh???
Ovviamente scherzo...
Ciao!
May 5
Sto leggendo
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|